Tutte le domeniche mattina dalle 9.00 alle 11.30 presso la nostra sede di via Vittorio Emanuele 10 a Corsico - tel 02 4510.0444 - raccogliamo adesioni alla Federazione della Sinistra, contributi e segnalazioni sui problemi prioritari della città di Corsico. Ti aspettiamo. Lasciaci anche il tuo indirizzo mail (su questa pagina alla voce Mailing list). Sarai aggiornato su tutte le iniziative e gli incontri promossi dalla Federazione della Sinistra.

Comunicati
Alleati, non sudditi: intervista a Dario Ballardini su Nuovo Municipio e centrosinistra corsichese PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Lunedì 06 Febbraio 2012 18:36
intervista a Settegiorni del 3 febbraio 2012

DOMANDA:

Durante l'ultimo Consiglio comunale la Federazione della Sinistra ha votato diversamente dalla maggioranza: "come sta" la coalizione che governa la città di Corsico? C'è la possibilità che la FdS esca dalla maggioranza?

RISPOSTA

Nell'ultimo consiglio e anche nel precedente che ha trattato del nuovo municipio noi abbiamo votato per il principio che dovrebbe caratterizzare qualsiasi forza politica o coalizione di centrosinistra: la partecipazione dei cittadini alle scelte. Altri consiglieri della maggioranza hanno scelto di non rispettare quel principio, che è nel programma elettorale del centro sinistra,votando contro la possibilità che i cittadini corsichesi si potessero esprimere sull'opportunità o meno di investire ingenti risorse ottenute dall'alienazione di proprietà comunali (beni di tutti i cittadini) per la costruzione di un nuovo municipio. La coalizione come tutte le coalizioni discute, a volte trova l'unanimità sulle scelte altre volte, come nel caso del nuovo municipio, no. Non crediamo che basti un punto di contrasto per mettere in discussione un'allenza che ha ricevuto poco meno di 2 anni fa un grande consenso dai corsichesi. Noi non abbiamo alcuna intenzione di uscire dalla maggioranza, rispetteremo l'impegno che abbiamo preso con i cittadini corsichesi sottoscrivendo un programma elettorale. Il dibattito è un elemento essenziale nelle coalizioni, nei partiti e nella società.

Ultimo aggiornamento Martedì 07 Febbraio 2012 08:47
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La bicicletta, una passione in Comune PDF Stampa E-mail
Scritto da dario   
Mercoledì 01 Febbraio 2012 10:46
Durerà diciotto mesi, dall’1 febbraio al 31 luglio 2012, il progetto “Vado in bici” promosso da Legambiente assieme al Comune di Cesano Boscone, di Corsico e agli altri del sudovest milanese Cesano Boscone/Corsico (3 febbraio 2011) - La realizzazione di un “Piano di azioni per la promozione della mobilità ciclabile” nel sudovest milanese da redigere attraverso un percorso partecipato finalizzato a capire i comportamenti e le necessità dei ciclisti, in modo da creare le migliori condizioni per l’effettiva attuazione di una serie di interventi specifici: è questo il principale obiettivo che Legambiente, assieme ai Comuni di Cesano Boscone, Corsico, Assago e Buccinasco si è dato con il progetto “Vado in bici”. L’investimento necessario è di circa 151.000 euro, finanziati per circa il 60% dalla Fondazione Cariplo. “Intendiamo – spiega l’assessore alla Mobilità di Cesano Boscone Aldo Guastafierro – realizzare una serie di interventi che favoriscano l’utilizzo della bicicletta all’interno del contesto urbano e su percorsi di connessione con il territorio circostante. Crediamo, infatti, sia possibile individuare soluzioni adeguate per percorrere in sicurezza anche lunghi tratti, soprattutto nei collegamenti trasversali tra un territorio comunale e l’altro”. “Abbiamo avviato nei giorni scorsi un tavolo di confronto – aggiunge l’assessora alle Politiche ambientali di Corsico Rosella Blumetti – anche con l’Osservatorio sulla ciclabilità del sud Milano, perché riteniamo che questo progetto debba seguire un percorso partecipato. La nostra intenzione è di individuare anche insieme alla Polizia locale - più che nuove piste ciclopedonali - delle vie da rendere anche ciclabili in sicurezza, che siano di collegamento tra i vari tratti già presenti nei diversi Comuni, all’interno di una rete stradale difficilmente modificabile”. A Cesano, che da tempo ha riservato ingenti risorse per la realizzazione di una prima parte di rete ciclabile, l’investimento potrebbe essere destinato soprattutto alla realizzazione di segnaletica specifica e di stazioni per le bici, anche se lo stesso progetto prevede un percorso di confronto con diversi soggetti locali (associazioni, scuole e imprese) che potranno far pervenire suggerimenti, consigli e proposte da concretizzare nel Piano intercomunale. Il progetto si propone soprattutto di: - individuare e promuovere il modo migliore per favorire la mobilità ciclopedonale all’interno dei Comuni, garantendo sicurezza alle persone; questo non vuol dire solo realizzare piste ciclabili, ma anche individuare altri percorsi o servizi alla ciclabilità, o interventi di moderazione del traffico - facilitare l’accessibilità ciclopedonale tra i vari Comuni - favorire l’intermodalità bici-trasporto pubblico locale, individuando centri di interscambio con i mezzi pubblici - promuovere lo spostamento degli studenti con l’utilizzo del treno o mezzo pubblico e bici. In questo modo, secondo gli ideatori del progetto, si riuscirebbe a “rafforzare le conoscenze disponibili sul potenziale di sviluppo della mobilità ciclabile nell’area, consolidare le relazioni di collaborazione tra i soggetti coinvolti nel progetto, acquisire dati sulla percezione dei cittadini e degli utenti del territorio riguardo al tema della mobilità e dei suoi effetti ambientali, sollecitare la disponibilità degli stessi ad adottare modalità di spostamento più sostenibili e, per concludere, sviluppare la capacità degli enti locali di favorire la ciclabilità”. Ufficio stampa di Corsico
 
MILANO, ASSEMBLEA PRC «L'OCCUPAZIONE è L'UNICA SOLUZIONE» PDF Stampa E-mail
Scritto da Keka   
Mercoledì 25 Gennaio 2012 15:21
FERRERO (PRC - FDS): «MONTI MENTE SAPENDO DI MENTIRE. LIBERALIZZAZIONI PURO FAVORE AL PADRONATO, SERVE NUOVA IRI» Si è svolta questa mattina, domenica 22 gennaio, alla Camera del Lavoro di Milano l'assemblea organizzata da Rifondazione comunista - Federazione della Sinistra intitolata «L'occupazione è l'unica soluzione - Costruiamo l'opposizione di sinistra al governo Monti». Sono intervenuti, tra gli altri, i rappresentanti di molte aziende in crisi, tra i quali i lavoratori di Fincantieri, Fiat, Omsa, Wagon Lits, Lear e TNT. Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista, che ha concluso l'assemblea odierna, ha dichiarato:«Monti mente sapendo di mentire: le liberalizzazioni servono solo a Montezemolo (che non dovrà rispettare il contratto nazionale di lavoro nelle ferrovie) e alla Confindustria a cui è stato fatto il favore di liberalizzare per privatizzare i servizi pubblici locali. La priorità dovrebbe essere aumentare l'occupazione, al contrario di quanto fa Monti. Visto che il mercato e il privato non sono in grado di realizzare questo obiettivo, serve un forte intervento pubblico in economia, serve una banca pubblica per finanziare le imprese che non hanno accesso al credito, serve una nuova IRI, mentre il governo fino ad ora non ha fatto altro che favori ai poteri forti». Milano, 22 gennaio 2012 Ufficio stampa Prc: Barbara Battaglia, cell. 366 6292992
Ultimo aggiornamento Mercoledì 25 Gennaio 2012 15:24
 
articolo de Il Giorno del 21-11-2011 PDF Stampa E-mail
Scritto da dario   
Mercoledì 23 Novembre 2011 11:49
Ultimo aggiornamento Mercoledì 23 Novembre 2011 11:58
 
NUOVO MUNICIPIO: 1.500 CITTADINI ATTENDONO UNA RISPOSTA DAL COMUNE PDF Stampa E-mail
Scritto da dario   
Martedì 22 Novembre 2011 16:21

Il 12 ottobre si è tenuto il consiglio comunale per l'adozione del PGT. All’inizio del consiglio il comitato “Decidiamo Insieme” ha chiestolo stralcio della costruzione del Nuovo Municipio dal PGT, in attesa di consultare la cittadinanza.

La Federazione della Sinistra, accogliendo la richiesta del comitato, ha presentato una emendamento per lo stralcio del municipio dal PGT. L’emendamento è stato bocciato con 9 si, 13 no, 3 astenuti, 4 non partecipanti al voto e 2 assenti.

Così hanno votato i gruppi consiliari:

PARTITOVOTO
FEDERAZIONE DELLA SINISTRAFAVOREVOLE
INSIEME PER CORSICOFAVOREVOLE
POPOLO DELLA LIBERTA'FAVOREVOLE
VIVERE CORSICO FAVOREVOLE
MOVIMENTO PER CORSICOFAVOREVOLE
SINDACACONTRARIA
PARTITO DEMOCRATICO10 CONTRARI – 3 ASTENUTI
ITALIA DEI VALORI1 CONTRARIO – 1 ASSENTE
UNITI PER CORSICOCONTRARIO
LEGA NORDNON PARTECIPA
GRUPPO MISTO1 ASSENTE – 3 NON PARTECIPANO


Il regolamento comunale prevede che la Sindaca debba rispondere ai 1500 cittadini che hanno sottoscritto la petizione entro il 26 novembre.

La commissione istituzionale del consiglio comunale il 17 novembre ha deciso di sottoporre la proposta di consultazione al voto del Consiglio Comunale.

Noi pensiamo che la partecipazione debba essere nei fatti e non nelle parole, per questo sosteniamo le richieste del comitato e auspichiamo che il Consiglio Comunale consenta la partecipazione reale dei cittadini dando loro la parola.


Errare è umano, perseverare sarebbe diabolico.

FEDERAZIONE DELLA SINISTRA DI CORSICO

www.sinistracorsico.org

 
CESANO BOSCONE: LA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA CHIEDE LE DIMISSIONI DEL SINDACO D’AVANZO PDF Stampa E-mail
Scritto da dario   
Venerdì 18 Marzo 2011 10:37

FEDERAZIONE della SINISTRA

CIRCOLO INTERCOMUNALE “A. GRAMSCI” – CORSICO

Via Vittorio Emanuele 10 – 20094 Corsico

Tel.: 02 45100444

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COMUNICATO STAMPA DEL 17/03/2011 

CESANO BOSCONE: LA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA CHIEDE LE DIMISSIONI DEL SINDACO D’AVANZO

In seguito alle indiscrezioni apparse su diversi giornali locali che riguardano i rapporti che il Sindaco di Cesano Boscone D’Avanzo avrebbe intrattenuto con personaggi in seguito condannati nell’ambito dell’inchiesta “Parco Sud”, la Federazione della Sinistra (FdS), facente parte della coalizione che ha portato alla vittoria elettorale il Sindaco, pur non sedendo in Consiglio Comunale, ritira la propria fiducia allo stesso e ne chiede le dimissioni. Si precisa che tale richiesta è stata già formulata in data 14/02/2011, con lettera riservata e consegnata a stretto giro di mani al Sindaco D’Avanzo, il quale ha risposto di non ritenere di doversi dimettere a fronte della non rilevanza penale di quanto trapelato. La Fds, essendosi confrontata con le altre forze politiche di maggioranza e con il Sindaco stesso sulla situazione, non ritiene che le giustificazioni di D’Avanzo siano sufficienti per ricostruire quel clima di fiducia necessario a continuare ad appoggiarlo politicamente. Pur non avendo elementi per dubitare della buona fede della persona, e non volendoci in nessun modo sostituire a chi è incaricato per legge ad emettere giudizi, rivendichiamo, come forza politica che con i voti raccolti ha permesso la rielezione di D’Avanzo, la legittimità di poter esprimere un giudizio di carattere politico su quanto trapelato e sulla gestione amministrativa portata avanti dalla vittoria elettorale ad oggi. Quest’ultima vicenda rappresenta uno dei problemi di carattere politico- amministrativo che potremmo chiamare “la goccia che fa traboccare il vaso”.  Da quanto trapelato avremmo voluto leggere di un Sindaco irreprensibile, che non lascia spazio a dubbi sulla possibilità di cedere a pressioni esterne; abbiamo invece dovuto constatare che allora D’Avanzo non ha avuto la capacità di dire parole chiare, tali da non lasciare ombra di dubbio sulla sua gestione. Questo comportamento, che noi leggiamo come debolezza, in un territorio a forte rischio di infiltrazione della malavita organizzata, è per noi l’elemento che ci porta oggi a non avere più fiducia nella sua guida dell’amministrazione comunale.  Oltre a questo, esistono altri episodi di carattere amministrativo che non fanno certo bene alla comunità di Cesano Boscone! Solo per citare due tra vari esempi: la costosa rinegoziazione del Project Financing per la gestione dei cimiteri cesanesi e l’odissea della Piscina comunale. 

Ma a questo punto alcune domande sorgono spontanee: è solo la FdS a ritenere che questa debolezza possa rappresentare un problema per la città di Cesano Boscone? Come mai se i fatti in questione erano arcinoti alla politica cesanese, come ci scrive il Sindaco nella sua risposta, nessuno ha mai pensato di informare le forze della coalizione? Si pensava forse che la FdS avrebbe creato un problema di tipo politico oppure poteva creare forse un certo imbarazzo, tale da preferire seppellire tutto per 16 mesi? Lo pensano anche quelli che oggi affermano che non c’è nulla di rilevante?

 Noi riteniamo di dover proseguire sulla strada della chiarezza e della trasparenza: lo abbiamo sempre sostenuto nelle nostre dichiarazioni pubbliche, lo abbiamo detto al Sindaco, alla maggioranza politica cesanese ed ora lo diremo alla cittadinanza. Sta ai consiglieri comunali fare le proprie valutazioni e decidere di conseguenza, rispondendo delle proprie azioni all’opinione pubblica, così come faremo noi alla luce del sole.       Non sta nella nostra idea di Politica mentire al nostro elettorato e alla cittadinanza sostenendo di continuare ad avere piena fiducia in un’Amministrazione che non riesce a risolvere i problemi dei cittadini che amministra. 

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 18 Marzo 2011 10:39
 
1° CONGRESSO DELLA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA PDF Stampa E-mail
Scritto da dario   
Lunedì 06 Dicembre 2010 20:59

articolo pubblicato sul numero di ottobre del giornale di Corsico 

In vista del congresso nazionale fondativo della Federazione della Sinistra che si terrà dal 19 al 21 novembre, a Corsico ci sarà il congresso territoriale che sancirà la nascita della FdS nel Corsichese.

Questo congresso è un’importante tappa di un percorso iniziato da molto tempo che vede Partito dei Comunisti Italiani e Rifondazione Comunista lavorare insieme sui temi della politica locale e nazionale. Un lavoro che coinvolge associazioni, singoli cittadini e cittadine nella ricerca di proposte e soluzioni per la nostra Città; ha inoltre portato alle elezioni amministrative a eleggere un consigliere e costituire il Gruppo della Federazione della Sinistra. Questo risultato è parte di un progetto di avvicinamento di due partiti ed altri movimenti che segna una netta volontà di unità a sinistra. Unità di cui c’è bisogno per opporsi alla situazione attuale e proporre un’alternativa forte per uscire dalla crisi, senza rinunciare ai diritti e alla dignità di lavoratrici e lavoratori come vogliono invece i padroni e il governo, addossando alle classi più deboli tutto il costo della crisi che essi stessi hanno creato.

Per una vera alternativa di sinistra c’è bisogno dell’impegno di tutte le cittadine e di tutti i cittadini che vogliono un mondo più giusto.

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 06 Dicembre 2010 21:01
 
“VIVA L’ITALIA CHE RESISTE” (E CHE NON SI PIEGA) PDF Stampa E-mail
Scritto da dario   
Lunedì 06 Dicembre 2010 20:57

articolo pubblicato sul numero di novembre del giornale di Corsico  

La nota frase della canzone di De Gregori, è anche il titolo dell’ultimo capitolo del libro “Viva l’Italia” di Aldo Cazzullo. L’autore ripercorre il processo che ha portato a leghismo, politiche sbagliate della sinistra e berlusconismo, oltre che alla negazione dei principi legati al Risorgimento (genesi dei 150 anni di unità nazionale) e alla Resistenza, sostenendo che ciò sia imputabile al fatto che gli italiani, spesso, si vergognano della loro italianità.

Noi aggiungiamo “viva l’Italia che non si piega”, motto della manifestazione FIOM per il rispetto delle regole contrattuali del CCNL metalmeccanico alla quale fin da subito abbiamo aderito come Federazione, senza aspettarne l’epilogo e soprattutto senza ridurla ad un interessante fenomeno sociologico al quale guardare con interesse.

Ma l’Italia che resiste e non si piega per noi è soprattutto qui dietro l’angolo, nelle varie aziende vittime della crisi, come alla Hitmann dove le lavoratrici lottano per una firma della proprietà che avvii il piano già da tempo concordato con l’amministrazione.

L’Italia che non si piega è stato anche il tema del primo congresso della Federazione della Sinistra, che non si vergogna di un’Italia che resiste e che lotta, un nuovo soggetto politico che non teme di fare i conti con il proprio passato e con le sfide del presente, aperto alle battaglie per un futuro diverso e migliore.

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 06 Dicembre 2010 21:02
 
articolo sull'assemblea "Difendere il lavoro ed i diritti per rilanciare lo sviluppo" PDF Stampa E-mail
Scritto da dario   
Lunedì 06 Dicembre 2010 20:50

Riportiamo l'articolo pubblicato su www.cesaneremo.com sull'incontro da noi organizzato il 17 novembre scorso. 

"Noi la crisi non la paghiamo”. Questo lo slogan che dalle contestazioni del mondo universitario dell’autunno 2008 si sente intonare nelle manifestazioni di lavoratori e studenti. L’incontro organizzato dalla  Federazione della Sinistra e svoltosi mercoledì 17 novembre presso la Sala Ilaria Alpi con il funzionario CGILLeo Ceglia, ne ha chiarito il significato: da circa un ventennio il ruolo dei mercati finanziari sta (o forse meglio stava) diventando preponderante rispetto al ruolo dell’economia reale. Si pensi ai cd derivati, ossia strumenti finanziari il cui valore dipende da altre attività finanziarie sottostanti: si capisce quindi come sempre più il mondo dell’economia finanziaria e quindi virtuale abbia creato giri d’affari enormi e ricchezza “nominale”, aumentando in modo esponenziale un valore reale nettamente inferiore.

Sofisticando a tal punto il circuito economico da renderlo, complici anche azzardatissimi giochi speculativi, assai fragile. Le falle di tale sistema si sono mostrate in tutta la loro evidenza con la crisi dei mutui subprime del 2007 e da lì a ruota libera con la crisi di tutto il sistema bancario, che ha bruciato somme impressionanti di denaro, e in ultimo con la crisi totale dell'economia. Per evitare il collasso del sistema del credito, evento dalle conseguenze apocalittiche per tutti, i Governi, cioè la finanza pubblica, cioè i contribuenti, cioè noi, hanno elargito laute somme aumentando così il deficit e di conseguenza il debito nazionale.

Considerati i debiti contratti per attuare le misure d'emergenza "salva banche",le risorse prima per la cassa integrazione e per tutti gli ammortizzatori sociali per chi ha perso in questo biennio il lavoro e poi quelli per gli investimenti nelle imprese e nei settori pubblici, altrettanti creatori di posti di lavoro, sono venuti a diminuire: e a tagliare in questi settori con un machete affilato il Governo non ha esitato, lasciando invece inalterati i fondi stanziati, ad esempio, per le spese militari. 

In questo contesto di crisi economica, il mondo del lavoro, già indebolito sotto il profilo delle tutele offerte al lavoratore dal Pacchetto Treu e dal Dlgs 276/2003 (chiamiamola pure legge Biagi, ma ricordiamo che il suo assassinio non rende in automatico giusta la riforma ideata), rischia di regredire fino a tornare a scenari dell'ante-Statuto dei lavoratori. In una situazione così critica la patata bollente spetta in primis al sindacato. In primo luogo lo stesso relatore Leo Ceglia evidenzia come il sindacato sia costretto in questa situazione a combattere "battaglie di resistenza", ossia volte a non perdere le tutele conquistate nei decenni passati così da non uscire dalla crisi spogliati di ogni diritto, e non sia invece in grado di condurre nuove battaglie, finalizzate ad estendere l'ambito delle tutele già esistenti o crearne di nuove ed ulteriori. Ciò, oltre che per le ristrettezze economiche del periodo, per la mancanza di una forza politica che faccia da sponda a tali istanze: non un partito referente, ma un partito che si dimostri realmente sensibile alle tematiche del lavoro. Il PD, a causa dei tentennamenti e delle diverse anime che lo animano, non è riuscito ad assolvere tale compito. SEL e la Federazione della Sinistra sono extraparlamentari e non possono perciò portare avanti progetti di legge in modo più efficace di quanto potrebbe fare lo stesso sindacato. 

In diversi, buttando un occhio oltre confine alla situazione economica globale, hanno riflettuto sulle conseguenze nel mondo del lavoro italiano dell'ascesa delle nuove economie emergenti soprattutto nel settore manifatturiero, storico punto di forza dell'industria italiana. Alcuni hanno osservato che la concorrenza praticata da Cina, Brasile, India, Russia è imbattibile,proprio perché è vincente sul versante del costo del lavoro: dovremo quindi puntare sul settore del know-how, ossia della progettazione e realizzazione di scoperte e migliorie scientifico-tecnologiche, per non essere costretti ad ingaggiare invece un' estenuante sfida al ribasso su stipendi, tutele e garanzie del lavoro (fenomeno del dumping sociale). Per fare questo è necessario, contrariamente alla tradizione industriale italiana, puntare e rafforzare la grande impresa, l'unica in grado di compiere investimenti " di svolta". Altri invece hanno acutamente fatto notare che questa è sì una misura necessaria, ma non sufficiente: è urgente ridurre se non eliminare i presupposti di un possibile dumping sociale grazie ad una prospettiva internazionale del sindacato da concretizzarsi anche per mezzo di collaborazioni tra le diverse organizzazioni nazionali. Sia per filantropia, sia per realismo. 

E' stato poi toccato il punto più discusso dai media negli ultimi mesi: l'unità sindacale. Chi si rammaricava della rottura che si è consumata definitivamente nell'ultimo biennio,CGIL più intransigente, CISL e UIL più "comprensive" verso Confindustria. Chi la condivideva e ne dava un'esauriente e al contempo semplice spiegazione. L'assunto teorico posto alla base di un atteggiamento sindacale più soft è quello della non-demonizzazione della controparte contrattuale e soprattutto dell'affidamento sulla sua umanità. 

Tutto ciò, seppur condivisibile in un primo momento, non funziona: a dimostrarlo non è tanto la prassi, o meglio non solo. Sono le scelte di politica delle relazioni industriali poste alla base di tutta la legislazione di diritto del lavoro a sconfessare quest'ottica: il diritto in generale ha la propria legittimazione , a ben vedere, nella disumanità, nella sopraffazione. Interviene per eliminarle o per prevenirle. E così anche il diritto del lavoro: esso pone un limite alla libera contrattazione tra datore di lavoro e lavoratore o le rispettive organizzazioni sindacali di rappresentanza. Lo fa perché una perfetta contrattazione può avvenire solo in condizioni di perfetta parità economica e sociale delle parti contraenti. Ma questo non è certo il caso del contratto di lavoro. 

Sia per queste argomentazioni, sia per il contesto storico di crisi economica, in cui com'è normale aumenta la forza contrattuale dei datori di lavoro e il momento è propizio per proposte "indecenti", diventa indispensabile un atteggiamento forte e fiero del sindacato per non perdere tutto: ricordiamocelo sono battaglie di resistenza quelle che il sindacato sta combattendo.Insomma, per tornare alla saggezza popolare degli slogan delle manifestazioni "non un passo indietro, neanche per prendere la rincorsa".

di Deborah De Stefani

Ultimo aggiornamento Lunedì 06 Dicembre 2010 21:27
 
IL PAESE “VA A PUTTANE”, A MILANO LA ‘NDRAGHETA IMPERA CAMBIARE DIPENDE, ANCHE DA NOI! PDF Stampa E-mail
Scritto da dario   
Lunedì 06 Dicembre 2010 20:47

articolo pubblicato sul numero di dicembre del giornale di Corsico  

Come abitanti di Corsico non possiamo essere indifferenti a quello che sta avvenendo fuori dai confini del nostro comune, perché quanto accade fuori dal nostro territorio ha effetto anche sulla nostra vita.

Non ci riferiamo ovviamente solo al Governo di questo paese che sta andando non solo metaforicamente “a puttane”! Mentre chi governa pensa agli affari suoi occupandosi più di Noemi, della Daddario, di Ruby “Rubacuori” che dei problemi degli italiani, il nostro paese che sta affondando.

In questi due anni di governo Berlusconi milioni di famiglie hanno intaccato i propri risparmi. Il governo di centro destra italiano, contrariamente ad altri (vedi quello tedesco anch’esso di centro destra) non è stato in grado di mettere in campo misure a favore di pensionati e lavoratori, di impedire che i giovani lavoratori assunti con contratti precari venissero espulsi dal mondo del lavoro e che il tasso di disoccupazione scendesse invece di salire.

Un’altra amministrazione sta dimostrando il proprio fallimento, si tratta di quella di Milano ove il centrodestra governa da 20 anni. Dopo 2 decenni di potere ininterrotto la situazione della capitale morale del paese è sotto gli occhi di tutti: quando piove si allagano strade e metropolitane, l’inquinamento è in crescita, il trasporto pubblico in città e con l’hinterland lascia a desiderare, la ‘ndraghetà si è ormai insediata nel tessuto economico milanese e lombardo.

A primavera i milanesi potranno scegliere di cambiare votando il candidato sindaco di tutto il centro sinistra Giuliano Pisapia, scelto in modo democratico nelle primarie del 14 novembre. Se il governo cadrà, come speriamo, tutte le forze del centro sinistra, cosi come è successo a Milano, hanno il dovere di presentarsi unite a quell’appuntamento. Noi abbiamo iniziato a fare la nostra parte costituendo la Federazione della Sinistra, speriamo che anche le altre forze lo facciano invece di parlare di allenze con Fini e Casini.

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 06 Dicembre 2010 21:31
 
LA SINISTRA CONTO LA ‘NDRANGHETA PDF Stampa E-mail
Scritto da dario   
Mercoledì 21 Luglio 2010 09:10

CONTRO LE INFILTRAZIONI DELLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA

IN POLITICA E IN ECONOMIA:

• bloccare la legge che limita le intercettazioni e nega la libertà distampa

• rilanciare l’etica in politica e cacciare i profittatori dalle istituzioni

3 mesi fa in occasione della giornata contro le mafie organizzata da Libera a Milano promuovemmo un iniziativa per sensibilizzare la cittadinanza sull’infiltrazione della ‘ndrangheta anche nel sud ovest milanese.

I procedimenti giudiziari che hanno coinvolto l’ex sindaco di Trezzano e presidente della TASM Tiziano Butturini e il consigliere del PDL di Trezzano Michele Iannuzzi sono stati l’ennesima dimostrazione dell’infiltrazione della criminalità organizzata nel nostro territorio.

L’inchiesta che in questi giorni ha scoperchiato la collusione tra ‘ndrangheta, politici e responsabili della sanità lombarda è indice di quanto concreto sia il pericolo che anche le opere per l’expo 2015, come tutte le opere pubbliche divengano veicolo dell’infiltrazione del malaffare nell’economia e nella politica lombarda come lo sono già in diverse regioni italiane.

La criminalità organizzata è un emergenza nazionale, insieme alla crisi occupazionale e di reddito, che mette in crisi la vita di milioni di famiglie italiane e andrebbe affrontata dal governo.

Invece da mesi l’agenda del parlamento è bloccata sulla legge sulle intercettazioni che se approvata così come proposta ridurrà gli strumenti a disposizione della magistratura e della polizia per perseguire la criminalità.

Senza intercettazioni oggi avremmo ancora:

> un chirurgo che opera al Santa Rita nell’interesse proprio e non in quello dei pazienti che venivano sottoposti ad operazioni solo per aumentare il proprio conto in banca;

> un ministro che non si accorgeva che la sua casa era stata pagata al nero da altri;

> imprenditori edili che, nelle ore del terremoto dell’Aquila, sghignazzavano pensando ai profitti che avrebbero fatto.

Senza intercettazioni molti degli arrestati e degli indagati della recente inchiesta contro la ‘ndrangheta sarebbero ancora impegnati nel loro traffici malavitosi

Per questo crediamo che sarebbe sbagliato ridurre gli strumenti a disposizione degli inquirenti come vuol fare Berlusconi.

Ma se è vero che la lotta alla criminalità organizzata è principalmente compito del Governo è anche vero che una maggior attenzione da parte delle amministrazioni comunali nelle procedure di appalto e nel controllo delle attività economiche sul territorio sarebbe più che opportuna.

Poi c’è una questione morale ed etica che ha riguardato purtroppo anche esponenti del centro sinistra.

L’interesse privato, il malaffare comunque connotato, non deve trovare spazio nei comportamenti delle donne e degli uomini che rappresentano il centro sinistra.

I partiti che si candidano a sostituire Berlusconi e la sua maggioranza nel governo del paese devono essere intransigenti. Lo dobbiamo alle centinaia di esponenti del sindacato, della sinistra, della magistratura, delle forze dell’ordine e di gente comune che hanno pagato con la vita il loro impegno contro le mafie.

Noi vogliamo che in Italia la Sinistra torni ad essere sinonimo di onestà e tutela degli interessi collettivi.

Per questo aderiamo alla fiaccolata per dire “NO alla ‘ndrangheta” che il Partito Democratico ha promosso a Cesano Boscone per giovedì 22 luglio.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 21 Luglio 2010 09:18
 
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