articolo pubblicato sul numero di novembre del giornale di Corsico
La nota frase della canzone di De Gregori, è anche il titolo dell’ultimo capitolo del libro “Viva l’Italia” di Aldo Cazzullo. L’autore ripercorre il processo che ha portato a leghismo, politiche sbagliate della sinistra e berlusconismo, oltre che alla negazione dei principi legati al Risorgimento (genesi dei 150 anni di unità nazionale) e alla Resistenza, sostenendo che ciò sia imputabile al fatto che gli italiani, spesso, si vergognano della loro italianità.
Noi aggiungiamo “viva l’Italia che non si piega”, motto della manifestazione FIOM per il rispetto delle regole contrattuali del CCNL metalmeccanico alla quale fin da subito abbiamo aderito come Federazione, senza aspettarne l’epilogo e soprattutto senza ridurla ad un interessante fenomeno sociologico al quale guardare con interesse.
Ma l’Italia che resiste e non si piega per noi è soprattutto qui dietro l’angolo, nelle varie aziende vittime della crisi, come alla Hitmann dove le lavoratrici lottano per una firma della proprietà che avvii il piano già da tempo concordato con l’amministrazione.
L’Italia che non si piega è stato anche il tema del primo congresso della Federazione della Sinistra, che non si vergogna di un’Italia che resiste e che lotta, un nuovo soggetto politico che non teme di fare i conti con il proprio passato e con le sfide del presente, aperto alle battaglie per un futuro diverso e migliore.
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